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Bocca e vagina sono indiscutibilmente e indissolubilmente legate.

 

E’ stato dimostrato dalla scienza e dalla medicina che l’apparato fonetico e l’apparato genitale si formano dallo stesso foglietto embrionale (mesoderma) nei primi giorni di divisione cellulare; per questo il loro modo di funzionare è la stesso. Dal mesoderma derivano bocca, palato, gola, perineo, vulva e vagina e per questo possiamo notare anche come ci siano delle similitudini fisiche ed anatomiche: labbra della bocca e labbra vulvari; lubrificazione buccale e vaginale, diaframma toracico e diaframma pelvico.

Per iniziare a prendere consapevolezza di tutto ciò basta ascoltarsi quando proviamo emozioni come rabbia o paura: la mandibola si serra e si contrae e il tuo perineo anche! Al contrario invece quando siamo felici, rilassate o facciamo una bella risata, proviamo ad ascoltare come risponde diversamente il nostro perineo; oppure quando baciamo appassionatamente il partner ed avviene un naturale aumento della salivazione notiamo come i genitali, a loro volta, si inumidiscono. La bocca e la vagina sono intimamente connesse e lavorano allo stesso modo.

Anche voi avete vissuto un cambiamento nella vostra modalità di esprimervi in gravidanza? Una maggiore facilità e fluidità nel dire ciò che pensate? Bene, il cambiamento è in atto, l’istinto vi sta guidando…

Fin da subito emerge e poi alimenta un senso di protezione della madre verso la creatura che si sta formando in grembo e questo istinto materno la porta ad aprirsi verbalmente verso l’altro, esprimendosi più facilmente riguardo questioni quotidiane scomode che fin poco prima sopportava, pazientava e taceva.

La gravidanza è un processo di trasformazione e tutto il corpo si prepara per aprirsi alla vita ma in particolar modo saranno i genitali ad essere interessati: l’utero con il collo, o cervice uterina, il pavimento pelvico quindi la vagina. Il processo di trasformazione accompagna la donna nel divenire più elastica, morbida, in un atteggiamento di apertura, un lasciarsi andare e lasciar andare il controllo (processo necessario per poter partorire naturalmente).

Il corpo della donna è fuori controllo razionale perché l’istinto prende il sopravvento e c’è una forza “più grande” che costantemente abita in lei e per la quale si fa canale. Nel farsi canale viene travolta da ondate di ormoni, travolgenti ed intense, che porteranno l’apertura necessaria al travaglio e al parto. Naturalmente la donna si lascia attraversare da queste onde accompagnandole con dei gemiti, dei vocalizzi, con la glottide e le corde vocali in apertura.

Partorire è come fare l’amore, il cocktail ormonale è lo stesso, solo molto più amplificato; Il bisogno di lasciarsi andare è lo stesso, il contesto, la vagina si apre morbida per lasciarsi attraversare e in quel momento quando l’istinto emerge e mettiamo da parte la razionalità. Possiamo provarci a stare zitte ma ci riusciamo? No. Immaginatevi ora questa cascata di ormoni ancora più amplificata, un cocktail che porta la donna a lasciar andare la razionalità per entrare in profondità dentro sé stessa, in ascolto del suo corpo e in connessione con il suo bambino.

Tutto il suo corpo vive un processo di apertura e la gola non è da meno: gemiti, vocalizzi, soffi, grida, fanno parte del naturale processo del parto. E visto che queste due parti del nostro corpo hanno la stessa modalità di funzionare in quanto sono legate a livello embrionale, il gridare, l’aprire la bocca con la mandibola rilassata e le labbra morbide può aiutare davvero a dare l’impulso ai genitali di aprirsi, morbidi e rilassati, rendendo tutto il processo più fluido e meno doloroso (magari anche piacevole) . Quando la vagina è morbida e rilassata accoglie più facilmente la discesa della testa del bimbo che si fa spazio, rimanendo integra al passaggio della nascita.

Ina May Gaskin, un’ostetrica americana di fama internazionale ha sviluppato una teoria:

LA LEGGE DEGLI SFINTERI:

  • Gli sfinteri anale, cervicale (cervice) e vaginale funzionano meglio in un’atmosfera di intimità e privacy. Per esempio, in un bagno con una porta chiusa a chiave oppure in una stanza accogliente dove non possa entrare chiunque.
  • Gli sfinteri non possono essere aperti e chiusi a piacimento (o almeno non da subito – nei primi anni di vita i bambini non hanno infatti controllo su vescica e retto, il controllo degli sfinteri è un lungo processo di apprendimento per l’essere umano) e non reagiscono a un comando (“spingi!” o “rilassa!”).
  • Quando lo sfintere è in procinto di aprirsi, può essere improvvisamente chiuso se la persona si arrabbia, è impaurita,o umiliata. Perché? Alti livelli di adrenalina nel sangue contrastano l’apertura degli sfinteri.
  • Lo stato di rilassamento della bocca e della mascella è direttamente correlato alla capacità della cervice, della vagina e dell’ano di aprirsi completamente.

COME IL CANTO AIUTA NELL’APERTURA DI BOCCA E VAGINA

Durante gli incontri di canto carnatico per la gravidanza, non insegniamo tecniche, ma pratichiamo vocalizzi che, senza sforzo e in modo molto piacevole, aiutano la madre a sciogliere dolcemente tutti i condizionamenti sull’uso della voce e sull’apertura della bocca, riscoprendo così la sua naturale possibilità di usare la voce per calmarsi, rilassarsi o energizzarsi.

Basta solo aiutare la donna a liberare la sua istintiva capacità di vocalizzare, e lei avrà durante il travaglio una facilità in più nel lasciarsi andare.

Durante l’incontro il suono del Tanpura porta da subito le donne in uno stato di rilassamento (che qualcuna ha definito “uno spazio fuori del tempo”) in cui il respiro diventa consapevole in modo semplice ma efficace. La pratica più frequente che proponiamo è il canto delle vocali e del suono M, perchè il corpo si apre alla vibrazione e le donne scoprono di essere in grado di massaggiare se stesse e il bambino attraverso il suono.

Ogni vocale ha la sua frequenza, i suoi effetti, evoca diversi colori o immagini, e ogni donna imparerà a scegliere il suono più efficace per lei in ogni momento. Durante gli incontri impariamo degli arpeggi vocali con gli swara, i “suoni di luce”che compongono i raga indiani. Raga (da Ranj, tingere) è il modello musicale indiano che riesce a colorare l’anima con le sue melodie, che generano risposte emotive intense, mettendo in risonanza, anima, corpo e mente.

Quando vocalizziamo otteniamo tanti benefici. Come sopra scritto il primo deriva dal collegamento fisiologico bocca-vagina, per cui se la prima si rilassa e vibra, anche la seconda si apre con più facilità. Poi possiamo osservare come cantando l’espirazione si allunga moltissimo rispetto al semplice respirare, e per immettere nuovo apporto di ossigeno noi dobbiamo allungare l’espirazione, così da introdurre involontariamente molta più aria.

Oltre ai benefici corporei, il canto carnatico aiuta la madre a raggiungere uno stato di rilassamento, abbandono, addirittura piacere che la aiuterà a lasciarsi andare. La mente quieta, si ferma, il corpo vibra, le emozioni scivolano sul suono trasformandosi. La donna ha la percezione di essere trasportata dall’onda sonora, di esserne massaggiata da dentro, e durante il travaglio vocalizzerà proprio durante la contrazione, abbandonandosi ad essa anziché contrastarla, scivolando sull’onda del suono e la percezione del dolore si trasformerà in un’intensa sensazione di profonda apertura.

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